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Mafia, a Palermo 46 anni fa l’omicidio del procuratore Gaetano Costa

Redazione 3

Mafia, a Palermo 46 anni fa l’omicidio del procuratore Gaetano Costa

Gio, 06/08/2026 - 08:31

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Sono all’incirca le 19:30 del 6 agosto 1980: Gaetano Costa, procuratore capo di Palermo da due anni, sta passeggiando nei pressi della propria abitazione e decide di fermarsi presso una bancarella di via Cavour per sfogliare un libro. Mentre legge, alle sue spalle, una moto con a bordo due persone si ferma: una di loro tira fuori una pistola e inizia a sparare. Costa muore pochi istanti dopo: aveva 64 anni. A distanza di 46 anni il delitto non ha ancora un colpevole. Nessuno è stato condannato come esecutore materiale, sebbene sia stata riconosciuta la matrice mafiosa: la Corte d’Assise di Catania ha infatti individuato il contesto dell’omicidio nella zona grigia tra affari, politica e crimine organizzato. L’ultimo provvedimento dell’ex procuratore capo di Palermo aveva infatti rappresentato un colpo durissimo alle attività di Cosa nostra: Costa aveva disposto l’arresto di 55 persone, tutte riconosciute come appartenenti alla mafia e accusate di gestire il traffico di stupefacenti tra la Sicilia e gli Stati Uniti. Da procuratore capo inoltre coordinava le indagini di altri due omicidi di stampo mafioso che avevano insanguinato Palermo nel 1980, quello del presidente della Regione Piersanti Mattarella a gennaio e quello del capitano dei carabinieri Emanuele Basile a maggio. Nonostante a Costa fossero state assegnate sia la scorta sia l’auto blindata, egli aveva scelto di non usufruire di nessuna delle due: una decisione confermata anche quel 6 agosto di 46 anni fa, quando Cosa nostra ne decretò la morte. Stasera alle 19 in via Cavour, sul luogo dell’eccidio, si terrà una cerimonia di commemorazione alla quale sono stati invitati cittadini e rappresentanti delle istituzioni: a organizzarla è la Fondazione Gaetano Costa. (ITALPRESS).

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